Une interview qui permet de mieux comprendre la etissuér de l'équipe
Sicuramente quello che vorrei dire agli altri giovani è di usare la testa e di non voler pensare alla classifica perché tante volte, quando si è debuttanti, la prima volta al Giro provi a tener duro per arrivare, invece che a dieci minuti di distacco, a cinque, ma alla fine non conta niente. Meglio avere un distacco in più per poi avere le gambe buone il giorno dopo che vai in fuga e questa può arrivare fino alla fine: un po’ com’è successo con Giulio Ciccone nella tappa che ha vinto tre anni fa. Quello che tutti noi vorremmo insegnare a loro, è di non preoccuparsi, di non guardare la classifica; anche nel ruolo di scalatori, che quindi potrebbero tenere di più; però cercheremo di fargli capire che quello che conta è la tappa, che è il nostro vero obiettivo
Que je traduis/résume par : aux jeunes coureurs je leur conseille de ne pas chercher à jouer le général, c'est trop dur, que l'on prenne 5, 10, 15 minutes dans la musette c'est pas bien grave, l'important est d'en garder sous la pédale pour s'échapper le lendemain. Gagner une étape est notre véritable objectif
Ca promet
